Ulassai
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Circondata da caratteristici massicci rocciosi denominati "tacchi" (una sorta di suggestivi altipiani delimitati da monti di origine calcarea) che si ergono a picco raggiungendo altezze vertiginose, Ulassai, incastonata nel cuore dell'Ogliastra a 700 mt. sul livello del mare, domina dalla sua posizione gran parte della costa centro-orientale della Sardegna dalla quale dista circa 20 Km.
Il suo territorio confina con Jerzu, Gairo, Tertenia, Osini, Perdasdefogu, Ussassai ed Esterzili; la sua distanza dal capoluogo di provincia Nuoro è di 90 Km., mentre quella da Cagliari è di 124 Km. e quella da Olbia di 291 Km.
Al 31.12.2005 risultano censiti 1605 abitanti.
Il centro abitato conserva ancora oggi pressoché intatte quelle che furono le caratteristiche architettoniche degli antichi paesi sardi. Si possono infatti ammirare alcune costruzioni tipiche rappresentate da archi (mirabile esempio ne troviamo nell’Arco di “Barigau”, autentica porta per l’accesso al cuore del paese e maestoso monumento che rappresenta l’ultima vestigia di un’antica cinta muraria ormai completamente scomparsa), portici e numerose strutture di vetusta memoria da cui esala, ancora oggi, il sapore acre e antico della mitica età dei padri.
Il suo territorio, data la sua estensione (circa 13.000 ettari) e conformazione, offre una notevolissima varietà di paesaggi tra i più suggestivi della Sardegna.
Qui possiamo ammirare, accanto agli estesissimi boschi di querce, elci, agrifogli, corbezzoli, lentischi, ginestre, essenze tipicamente mediterranee etc., numerosissimi ruscelli e corsi d'acqua, il cui scorrere impetuoso, da luogo, durante la stagione delle piogge, alla formazione di stupendi laghetti dalle limpidissime acque attraversati trasversalmente da vertiginose cascate che si riversano nervose negli specchi d’acqua cristallina. Questo mirabile tripudio di natura è sovrastato da maestosi picchi calcarei, cornice imponente ad una natura ancora pura ed incontaminata, che conserva inalterato tutto il suo fascino e la sua originale e primigenia bellezza.
In questo
contesto di primitivo e selvaggio splendore un posto di primo piano spetta di
diritto al suggestivo ed incantevole "Tisiddu",
una struttura quasi dolomitica che si affaccia austera e regale sul centro
abitato riflettendo sulle case la grandiosità delle sue
vertiginose pareti che
raggiungono quasi i cento metri di altezza.
All’interno
del centro abitato si può ammirare il Palazzo Municipale risalente ai primi del
Novecento con diverse sale interne decorate da pregiati affreschi di notevole
fattura. Importante ancora la
chiesetta di San Sebastiano, collocata nei pressi
della piazza “Barigau” , che, con la sua semplice e
parca eleganza, rappresenta un esempio pregiabile delle prime
manifestazioni di carattere protoreligioso riscontrabile nel paese.
La chiesa parrocchiale, dedicata a S. Antioco martire, risale al 1950 c.a e conserva, al suo interno, bellissime opere d’arte moderna tra cui emerge, per la forza espressiva e la evocazione religiosa e sacrale che suscita nell’osservatore anche più distratto, la stupenda “Via crucis”: opera di Maria Lai, artista di fama internazionale originaria di Ulassai, che rappresenta, nell’intersecarsi armonico dei fili, il faticoso cammino del Cristo durante l’ascesa al monte della crocefissione.
In
prossimità dell’abitato (circa 300 mt.) lungo la strada che conduce alle
foreste, ci imbattiamo nelle cascate “Lecorci”
le quali, durante la stagione delle piogge, danno vita a un variegato e
complesso gioco di acque che, nel loro scorrere lieve e gorgheggiante, creano un
fondersi mirabile di luci e colori in cui l’acqua sembra quasi sgorgare vitale
dal cuore stesso delle rocce.
Di notevole importanza un ricchissimo patrimonio carsico ed ipogeico ancora poco conosciuto e non sufficientemente valorizzato in cui spiccano le bellissime grotte "Is Lianas" e "Su Marmuri", tra le più estese in Europa e tra le uniche ancora "vive" con maestosi stalattiti e stalagmiti in lenta ma costante crescita.
A
circa sette Km. dal centro abitato si colloca una ampia area denominata “S.Barbara”
che nei secoli ha rappresentato l’alter ego religioso e culturale del paese.
Al centro dell’area troneggia una splendida chiesetta campestre di stile tardo
romanico che conferisce alla zona un vago sapore spirituale e religioso. Nelle
immediate vicinanze della chiesa si dispongono poi antichi loggiati risalenti al
XII sec. che ben si collocano a cornice e corona della stessa. A monte di questo
antico ed originario nucleo è presente, di più recente costruzione, un
complesso di nuovi loggiati che, realizzati in pietra locale a vista ed
incastonati in una tradizionale ed articolata serie di muretti a secco,
rappresentano un suggestivo tuffo nel passato e nella memoria storica ed
architettonica del paese.
A
poca distanza dalla zona si ergono, da un’altezza a strapiombo di circa 100
mt. e per una larghezza che può raggiungere anche i 60 – 70 mt, le altissime
cascate “Lequarci”
che, con la loro austera imponenza, costituiscono un mirabile spettacolo di
maestosità da cui, nella stagione delle piogge, si riversano nella valle
sottostante una serie ininterrotta di minuscoli laghetti che si perdono in
lontananza tra le essenze odorose, agri e pungenti del sottobosco mediterraneo.
Sotto il profilo archeologico sono inoltre presenti nel territorio numerosissime tracce di vita umana risalenti a periodi storici antichissimi. Al terzo millennio risale il villaggio megalitico in "Seddorrulu", ed un agglomerato nuragico presso il nuraghe "Cabras".
Al secondo ed al primo millennio risalgono inoltre i monumenti di età nuragica: i nuraghi "S'Ulimu", "Trucculu", "Ibbe de su Accili", "Pranu", "Nuragheddu", "Pauli", "Seroni", e moltissimi altri.
Tombe dei giganti e costruzioni nuragiche, anche in ottimo stato di conservazione, appaiono variamente dislocate nei pressi dei nuraghi isolati ed in ultimo parallelamente sono individuabili tracce di insediamenti romani in località "Girisaili", "Neuletta", "Testerei", "Cuili de is iligis ladas", "Godditorigius", "Cuccuru de Maraccus".
Variamente
inserite lungo tutto il territorio, fuse armoniosamente con esso e quasi sorte
per miraggio di natura tra le architetture tradizionali del centro abitato e le
incontaminate bellezze paesaggistiche, numerose ed importanti
opere d’arte
moderna di Maria Lai accompagnano e scandiscono i ritmi della vita quotidiana
del paese.
Opere come “La scarpata” (intervento sul territorio, 1993), i calchi lungo la strada per S. Barbara, le decorazioni nell’ingresso sud del paese, (“La strada del rito" e "Le capre cucite", 1992), ed il fondamentale intervento “Legasi alla montagna” (1981) si collocano a buon diritto tra le rappresentazioni artistiche più importanti dell’opera dell’artista. Di rilevantissimo valore poi la famosa “Fontana”, ultima opera di Costantino Nivola, che con la collaborazione di altri artisti come Maria Lai, Guido Strazza e Luigi Veronesi, ha saputo rappresentare una mirabile trasfigurazione artistica degli antichi lavatoi pubblici particolarmente attivi nel paese.
Dal 2006 la vecchia stazione ferroviaria, dismessa negli anni cinquanta, è stata interamente ristrutturata e trasformata nella "Stazione dell'Arte": un moderno museo di arte contemporanea che raccoglie ed espone le opere più importanti e significative di Maria Lai. Il Museo è aperto tutti i giorni e consente, tramite un efficiente servizio di affiancamento, una visita guidata alle installazioni continuamente rinnovate ed allestite in maniera innovativa.
Tra
le risorse artigianali presenti ed operanti nel paese, si ricorda inoltre la
Coop. Tessile “Su Marmuri” che alla particolare maestria artigiana delle
antiche tessitrici ha saputo unire la preservazione e la valorizzazione del
vasto patrimonio culturale e di artigianato tessile proprio della zona.
I turisti potranno infine godere dell’ospitalità tipica delle genti ogliastrine e gustare le specialità culinarie e gastronomiche sarde nell’Albergo “Su Marmuri” sito lungo il corso o, con prenotazione, presso il chiosco ubicato presso le grotte omonime, e presso il punto di ristoro nelle sue immediate vicinanze.
Giuseppe Cabizzosu
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