Il lavatoio 
(1988)
"La fontana che suona"

Ulassai

   
 
Particolare attenzione tra le opere d'arte presenti ad 
ULASSAI
 merita il
“Lavatoio”
 detto anche

“La fontana che suona” 

a seguito dell’intervento operato al suo interno da Costantino Nivola nel 1988.

 

L’artista ideò una struttura di coppi in rame che, ordinati in due alti scivoli speculari, conducono il flusso delle acque verso un coppo unico alla base da cui si riversa nelle dodici vasche sottostanti amplificando la melodica armonia dell’acqua che sgorga.

 

Sopra l’opera del Nivola, suo ultimo tributo all’arte, si estendono i telai di

  Maria Lai

 che percorrono tutta la volta dell’edificio in stile impero costruito tra il 1903 ed il 1905 su progetto dell’ingegnere Ernesto Rovot di Cagliari.

Fili e corde si intrecciano in un intrico armonico di sapiente levità, quasi a indicare il

fluire continuo del tempo e la trama fitta e sottile di un destino ineluttabile che si snoda misterioso sullo scorrere musicale dell’acqua nella fontana della vita.

    

L’esterno della costruzione ospita, ancora, i contributi di 

altri due grandi artisti:
 
Luigi Veronesi
e
Guido Strazza
 che hanno realizzato nelle pareti laterali dell’edificio due fontane.

 

L’intero edificio rappresenta, quindi, il risultato unico di un’opera d’arte collettiva che unisce alla personale ricerca artistica di ben quattro grandi esteti il recupero della memoria storica di un paese e la interpretazione, in chiave moderna, di un luogo che nei secoli ha rappresentato quasi il simbolo emblematico dell’esistenza delle donne sarde e del loro duro lavoro quotidiano.

Giuseppe Cabizzosu

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